TY  -  JOUR
AU  -  Cavazza, Gabriele
AU  -  Trotta, Aldo
T1  -  L’abortività spontanea tra le donne residenti a Bologna dal 2007 al 2013
PY  -  2015
Y1  -  2015-07-01
DO  -  10.1706/2050.22328
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  16
IS  -  3
SP  -  185
EP  -  196
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/04/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/2050.22328
N2  -  L’analisi delle diseguaglianze di natura socioeconomica e demografica tra gruppi diversi di popolazione è un presupposto ineludibile per la promozione dell’equità nell’accesso ai servizi sanitari e negli esiti di salute, azione di importanza centrale delle Ausl. L’articolo traccia un profilo del fenomeno dell’abortività spontanea e della rilevanza che esso assume nella realtà sociale di Bologna, a partire da alcuni aspetti sociali e demografici delle donne, come cittadinanza, età, livello di istruzione e stato civile, e della loro storia riproduttiva pregressa. L’analisi dei tassi fa emergere un trend sostanzialmente discendente, e tuttavia i valori delle straniere risultano decisamente superiori rispetto a quelli delle nate in Italia. Gli indicatori di rischio – rapporti di abortività spontanea e proporzione di abortività (STAR) – nel complesso sembrano non evidenziare un rischio più elevato da parte delle donne di nazionalità estera. Segnalano comunque un divario che, in particolar modo per le nigeriane, le rumene e le moldave, non esclude una possibile relazione con il fenomeno dell’abortività spontanea ‘mascherata’ e con il mondo della prostituzione. L’accento posto sulle diseguaglianze in materia di salute, quale aspetto che nell’attuale scenario economico sta assumendo una dimensione sociale progressivamente maggiore, offre l’occasione per riaffermare la necessità di delineare e attuare programmi innovativi e interventi specifici di contrasto delle condizioni di svantaggio sociale. Tali condizioni, infatti, ostacolano la partecipazione ai programmi di contraccezione e di procreazione responsabile che, a loro volta, potrebbero contribuire a ridimensionare le gravidanze indesiderate e quindi a ridurre il ricorso all’aborto volontario e, almeno in parte, il fenomeno dell’abortività spontanea. Classificazione JEL. I18, J13.
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