TY  -  JOUR
AU  -  Bianchin, Giovanni
AU  -  Pellati, Morena
AU  -  Bellocchio, Eletta
AU  -  Grazioso, Sebastian
AU  -  Formigoni, Patrizia
AU  -  Renna, Luigi
AU  -  Messori, Antonella
AU  -  Nicolini, Fausto
T1  -  Modello di intervento sulla spesa sanitaria per ausili dell’udito. L’esperienza di Reggio Emilia
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1706/2232.24048
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  17
IS  -  1
SP  -  34
EP  -  40
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/03/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/2232.24048
N2  -  La sordità è una delle più frequenti patologie degli organi di senso e si calcola che circa il 12% della popolazione italiana soffra di disturbi dell’udito. L’ipoacusia ha documentati effetti negativi sulla qualità di vita. L’utilizzo degli apparecchi protesici può rappresentare un valido aiuto per la correzione delle perdite uditive. Negli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento della spesa sanitaria, in concomitanza con un incremento dell’incidenza dei casi di ipoacusia. Altri risvolti rilevanti riscontrati in questo ambito sono l’abbandono dell’apparecchio acustico in pazienti che inizialmente lo avevano applicato, l’efficacia dei presidi acustici non sempre direttamente proporzionale al costo, la fornitura a nomenclatore che esula da previsioni di spesa. Per tali motivi si è deciso di strutturare un intervento di governo clinico finalizzato a gestire l’appropriatezza prescrittiva e la spesa sanitaria protesica. I risultati ottenuti riguardano il periodo temporale che va da gennaio 2011 a dicembre 2014 e coinvolgono la popolazione afferente all’Azienda sanitaria di Reggio Emilia. Il dato più significativo ottenuto riguarda il contenimento della spesa protesica, che ha evidenziato una sostanziale riduzione nell’ordine del 24%. Risultato rilevante, se si considera che si è intervenuto su un solo fattore di spesa ovvero i rinnovi delle forniture e non sulle prime prescrizioni. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un maggiore controllo sull’appropriatezza nella qualità dei rinnovi con un incremento di quelli determinati dal quadro clinico del paziente e una riduzione di quelli esclusivamente legati a termini temporali. Classificazione JEL. I15, I18.
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