TY  -  JOUR
AU  -  Chiarenza, Antonio
T1  -  Strategie innovative per rispondere alla diversità nei servizi sanitari: 
dalla ‘competenza culturale’ alla capacità di garantire equità 
e rispetto delle differenze
PY  -  2018
Y1  -  2018-07-01
DO  -  10.1706/3022.30198
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  19
IS  -  3
SP  -  123
EP  -  131
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/3022.30198
N2  -  A confronto dei grandi gruppi di migranti che hanno caratterizzato le migrazioni del dopoguerra, oggi assistiamo all’arrivo di ondate migratorie formate da tanti piccoli gruppi nazionali, maggiormente stratificati sul piano giuridico e sociale, poco organizzati e meno radicati nei paesi d’arrivo. Non solo, notiamo una grande diversità fra i gruppi nazionali, ma anche che le differenze all’interno dei vari gruppi possono essere maggiori delle differenze tra un gruppo e un altro. In questo nuovo contesto, la stessa idea di diversità, un tempo associata alle caratteristiche di un numero limitato di comunità etniche, risulta essere fortemente mutata dalla necessità di considerare non solo la diversità culturale, linguistica e religiosa, ma anche una serie di altre caratteristiche individuali e posizioni sociali che influenzano i processi di integrazione o esclusione sociale, come l’esperienza migratoria, lo status di migrante, il diritto di accesso ai servizi, la durata di permanenza nel paese d’arrivo, la condizione di vita, il genere e l’età. Ne consegue che il tradizionale approccio multiculturale adottato da molte politiche sanitarie nazionali sembra non essere in grado di assicurare equità di accesso e di trattamento ai gruppi più vulnerabili, come gli immigrati irregolari, i richiedenti asilo e i rifugiati né sembra in grado di rispondere alla ‘multi-diversità’, dato che i bisogni individuali non sono espressi dalla sola diversità etno-culturale, ma dall’intersezione di più differenze, come quella di genere, età, etnia, stato sociale, abilità fisica e orientamento sessuale. Di conseguenza, le organizzazioni sanitarie per poter far fronte in modo efficace alla multi-diversità, devono concentrarsi non solo su uno, ma su più ambiti e strati di vulnerabilità, promuovendo equità di trattamento per tutti. L’obiettivo di questo articolo è di fare un’analisi critica del concetto di ‘competenza culturale’ nel contesto migratorio e dei servizi in Europa, allo scopo di individuare una modalità innovativa di risposta alla diversità nei servizi sanitari centrata sulla unicità dell’individuo, che trascenda l’identità etnica o culturale allo scopo di garantire equità di trattamento per tutti.
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