TY  -  JOUR
AU  -  Dirindin, Nerina
T1  -  Fondi sanitari e nuovi livelli essenziali di assistenza: un intreccio potenzialmente pericoloso
PY  -  2019
Y1  -  2019-01-01
DO  -  10.1706/3167.31486
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  20
IS  -  1
SP  -  33
EP  -  39
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/04/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/3167.31486
N2  -  I fondi sanitari sono strumenti finanziari in grado di perseguire numerosi obiettivi: i datori di lavoro riducono il costo del lavoro, l’intermediazione finanziario-assicurativa amplia il giro d’affari, i produttori di prestazioni sanitarie contrastano la sobrietà dell’offerta pubblica, il Servizio sanitario nazionale mette in atto il proprio crescente disimpegno nei confronti della tutela della salute e i lavoratori scambiano più coperture sanitarie con meno remunerazione in busta paga, meno pensione e meno Tfr. Presentati come una win-win solution, in realtà producono effetti redistributivi e allocativi che non migliorano il benessere della collettività, in particolare non migliorano la condizione dei meno abbienti destinati a fruire di prestazioni sanitarie non uniformi rispetto al resto della popolazione. Concorrono a indebolire il Ssn, offrendo soluzioni solo apparentemente poco costose e contribuiscono a legittimare le equivoche decisioni di chi depotenzia la sanità pubblica. Il loro sviluppo ha beneficiato di un impianto normativo disorganico e compiacente. È necessario un riordino complessivo della normativa sui fondi sanitari, a partire dal regime fiscale e dall’ambito di azione, in modo da evitare oneri a carico della collettività non giustificati da adeguati benefici. È inoltre indispensabile evitare ogni ridimensionamento implicito e esplicito dei livelli essenziali di assistenza (Lea), a garanzia dell’universalismo introdotto nel 1978 e finanziato con risorse pubbliche.Classificazione JEL. I13, I18.
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