TY  -  JOUR
AU  -  Donzelli, Alberto
T1  -  Politiche nei confronti della sanità integrativa in Italia. 
Una proposta della Fondazione ‘Allineare sanità e salute’
PY  -  2020
Y1  -  2020-01-01
DO  -  10.1706/3341.33099
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  21
IS  -  1
SP  -  1
EP  -  12
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/06/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/3341.33099
N2  -  Background. Un precedente articolo sul tema (Donzelli A, Chi si iscrive alla sanità integrativa con le norme attuali danneggia anche gli altri, Sistema Salute 2019, 63: 4) ha mostrato che oggi gli effetti netti del ‘secondo pilastro’ minacciano sostenibilità del Ssn e salute della comunità. Obiettivi. Discutere di come affrontare i problemi del ‘secondo pilastro’ nel breve termine; di possibili percorsi strategici a medio-lungo termine, per rendere conveniente agli attori in sanità perseguire insieme salute e sostenibilità; di un possibile ruolo coerente per il secondo pilastro nello scenario che si andrebbe a delineare. Metodi. Esaminare varie opzioni di politiche sanitarie di enti o studiosi consapevoli dei seri problemi posti dalla sanità integrativa e discutere il loro verosimile impatto, per quanto possibile con informazioni basate su dati o riferite a fonti accreditate. Risultati. Si sintetizzano e commentano valutazioni critiche e proposte di fondazioni e studiosi esperti di economia e di politiche sanitarie. Parte delle proposte assume una situazione di fatto irreversibile e propone interventi per limitarne gli effetti distorsivi, soprattutto sull’equità, enunciando principi e indicazioni generali. La Fondazione ‘Allineare sanità e salute’ presenta una proposta organica innovativa. Discute anzitutto un possibile modello virtuoso di remunerazione e finanziamento degli attori in sanità, che “paghi la salute”, riformando la logica dei sistemi premianti correnti. Esamina in modo analitico l’articolo della precedente bozza di Patto per la salute che esplicitava i contenuti del riordino dei fondi sanitari integrativi, suggerendo puntuali integrazioni. Infine, delinea possibili ruoli sinergici con il Ssn per sanità integrativa e assicurazioni commerciali, nelle aree della promozione della salute e prevenzione primaria e terziaria basate su stili di vita, dove i benefici fiscali siano giustificati da apporti ‘meritori’ (che cioè migliorano la salute di chi li riceve e della comunità senza aumentare i costi sanitari, e/o che riducono i costi sanitari senza ridurre/migliorando gli esiti in salute). Limiti. Essendo un problema emerso in Italia negli ultimi anni, spesso non vi sono fonti ufficiali certe o prove empiriche a supporto delle informazioni riportate e dei ragionamenti formulati. Conclusioni. Nel breve periodo si propone di ridimensionare il secondo pilastro, disincentivando la tendenza a duplicare le offerte e al consumismo sanitario. I benefici fiscali andrebbero mantenuti solo per componenti integrative relative a prestazioni di efficacia provata e probabile appropriatezza non (ancora) ricomprese nei Lea, incentivando però il riposizionamento del secondo pilastro verso prestazioni e servizi meritori, cioè con benefici in salute per il destinatario, ma anche in salute e/o in recuperi di risorse del Ssn ‘per altri’.
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