TY  -  JOUR
AU  -  Biancuzzi, Helena
AU  -  Lombrano, Alessandro
T1  -  L’hybrid management nel processo di ammodernamento della pubblica amministrazione. I risultati di una revisione strutturata della letteratura
PY  -  2021
Y1  -  2021-04-01
DO  -  10.1706/3630.36117
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  22
IS  -  2
SP  -  70
EP  -  79
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/07/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/3630.36117
N2  -  Con la riforma della pubblica amministrazione avviata nei primi anni novanta dello scorso secolo, si sono fatti strada i principi di efficienza e della sana gestione, sono state progressivamente valorizzate le logiche premiali di reclutamento e di avanzamento di carriera, sono stati rinnovati gli strumenti contabili di programmazione, gestione e controllo, si è intervenuti sulla qualificazione e sulle competenze dei nuovi manager. In questo quadro si sono diffusi gli hybrid manager (Hm), professionisti della pubblica amministrazione, e della sanità in particolare, dotati di un elevato livello di competenza tecnico-specialistica, ai quali sono assegnate responsabilità organizzative e gestionali. Ne sono esempi tipici i direttori medici di dipartimento, i capisala infermieristici, i coordinatori di laboratorio o delle professioni sanitarie in genere. L’assegnazione di compiti gestionali ai professionisti della sanità ha rappresentato uno degli aspetti più significativi di questa innovazione, ma i risultati che tutto ciò ha prodotto in rapporto ai risultati auspicati sono poco noti e rimangono controversi. Il presente contributo intende colmare questo gap di conoscenza attraverso una revisione strutturata della letteratura scientifica degli ultimi 30 anni; questo è il periodo in cui le varie riforme della pubblica amministrazione hanno, o dovrebbero, aver prodotto i loro effetti. I risultati dello studio fanno emergere un quadro articolato, a volte contraddittorio, che in alcuni casi individua negli Hm una risorsa per il cambiamento, in altri un ostacolo, una sorta di enclave specialistica di resistenza all’innovazione. Che sia l’una o l’altra, il tratto comune è rappresentato dallo scarso investimento in formazione e nell’aver calato dall’alto le riforme, senza analisi specifiche di contesto e appropriatezza. Temi, questi, che dovrebbero essere di riflessione e di stimolo per la politica sanitaria nostrana e internazionale dei prossimi anni.
ER  -   
