TY  -  JOUR
AU  -  Giorgi, Silvano
AU  -  D’Amato, Maria Giovanna
AU  -  Pianigiani, Luca
AU  -  Lucii, Claudio
AU  -  Meini, Barbara
AU  -  Dei, Simona
T1  -  Nuovi ruoli e competenze sul territorio. Ipotesi di integrazione della salute mentale nelle Case della comunità: i risultati di una survey
PY  -  2022
Y1  -  2022-10-01
DO  -  10.1706/3970.39491
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  23
IS  -  4
SP  -  168
EP  -  176
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/3970.39491
N2  -  Introduzione. Il d.m. 77/2022, relativo alla riforma della sanità territoriale che prevede la costituzione della Centrale operativa territoriale (Cot) e delle Case di comunità (Cdc), non prende in considerazione gli ambiti della salute mentale, dipendenze patologiche, neuropsichiatria infantile, lasciando pertanto indefinite la collocazione fisica e le forme di collegamento organizzativo tra questi servizi e gli altri servizi territoriali e ospedalieri. Alla luce di esperienze territoriali di integrazione sanitaria e sociosanitaria maturate nell’Azienda sanitaria Toscana Sud Est e nella Regione Toscana, e considerando che le Cdc sono ideate nel d.m. 77/2022 quali organizzazioni capillari territoriali dove operano équipe multidisciplinari, appare ragionevole avanzare la proposta di rivedere l’organizzazione dei servizi di salute mentale spostandoli più vicino ai pazienti. Obiettivo del lavoro è valutare l’opinione dei professionisti sanitari rispetto alla proposta di un’integrazione dei servizi della salute mentale nella Cdc. Materiali e metodi. È stata condotta un’indagine sulla possibile integrazione dei servizi della salute mentale nella Cdc tramite questionari, a risposta multipla e aperta, somministrati a professionisti della salute mentale (dall’8 al 16 marzo 2022), a psicologi e a coordinatori delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft)/Medici di medicina generale (Mmg) (dal 17 marzo al 2 aprile 2022). Risultati. Nel gruppo di 44 professionisti della salute mentale, il 69,7% ritiene utile che una ‘salute mentale di comunità’ sia collocata nelle Cdc, al contrario del restante 30,3%. Hanno poi risposto rispettivamente 18 coordinatori di Aft/Mmg e 47 psicologi (Psi): il 61,1% dei coordinatori dei Aft e il 68,2% degli Psi ritengono utile che i servizi di salute mentale siano collocati all’interno del setting delle Cdc; l’11,1% dei coordinatori dei Aft e il 21,3% degli Psi sono contrari; il 27,8% dei cordinatori dei Aft e il 6,4% degli Psi non sa rispondere. Conclusioni. Dai risultati dell’indagine condotta tra i professionisti del territorio emerge che il dialogo multidisciplinare, immediato, continuo, tra medicina generale e professionisti della salute mentale offre la possibilità di attivare un ‘pensiero professionale condiviso’ garante di equità di accesso, continuità delle cure, tempestività, qualità ed economicità degli interventi. In questo ambito è forte l’esigenza di chiarire i modelli organizzativi conseguenti alle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per quanto riguarda la salute mentale.
ER  -   
