TY  -  JOUR
AU  -  Mapelli, Vittorio
T1  -  L’assistenza primaria in Italia (1943-2023): dal medico generico alle case della comunità
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1706/4380.43776
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  25
IS  -  3-4
SP  -  57
EP  -  85
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/06/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/4380.43776
N2  -  La medicina di base in Italia è in crisi da molti anni e in grave ritardo rispetto ad altri paesi europei. Progetti di riforma dell’assistenza primaria sono stati proposti nel recente passato (nel 2007 e 2012), ma sono sempre stati disattesi. In questo articolo si ricostruisce l’evoluzione dell’assistenza primaria da quando fu introdotta nel 1943 ad oggi attraverso: 1. l’analisi degli accordi contrattuali tra i sindacati medici, l’Inam e lo Stato; 2. la divisione dei ruoli e la creazione di nuove figure mediche; 3. l’evoluzione numerica dei medici di assistenza territoriale; 4. l’emergere difficile di nuove forme organizzative (medicina di gruppo, case della salute); 5. il confronto con i modelli libero-professionale o di dipendenza di altri paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Finlandia, Spagna); 6. il funzionamento delle strutture multiprofessionali in alcuni paesi europei e regioni italiane. Da questa rassegna possono scaturire importanti insegnamenti per il nostro paese. L’Italia, con gli investimenti previsti dal Pnrr (2 miliardi nella M6.C1) e con il recente d.m. 77/2022 è alla vigilia di profondi cambiamenti nell’assistenza primaria. Ma perché si realizzino, devono confluire negli accordi collettivi, firmati o da firmare tra lo Stato e i sindacati medici, e trovare attuazione da parte delle regioni e delle Asl. Nelle conclusioni vengono avanzate alcune proposte di breve e di lungo periodo.
ER  -   
