TY  -  JOUR
AU  -  Bottega, Michela
AU  -  Migotto, Sandra
AU  -  Carnelos, Alessia
AU  -  Volpato, Stefania
AU  -  Salemi, Michelangelo
AU  -  Crema, Maria
T1  -  Attivazione e gestione delle dimissioni protette: 
mappatura e analisi del processo
PY  -  2025
Y1  -  2025-04-01
DO  -  10.1706/4512.45107
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  26
IS  -  2
SP  -  72
EP  -  79
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/4512.45107
N2  -  Introduzione. Un’ospedalizzazione prolungata può portare a un deterioramento nelle attività di vita quotidiana che condizionano le modalità di rientro a domicilio, soprattutto per le persone fragili. Una pianificazione adeguata della dimissione, che include il coinvolgimento dell’assistito, dei familiari/caregiver, ma anche di tutta la rete dei servizi territoriali coinvolti nella fase post acuta di malattia, risulta perciò fondamentale. I modelli organizzativi transitional, ovvero quelli che prevedono processi di cura ad alta integrazione tra le strutture ospedaliere e quelle territoriali, sembrano rispondere in maniera più adeguata ai bisogni di assistenza sociosanitaria della popolazione. Uno dei punti chiave di tali modelli è la pianificazione della dimissione, soprattutto in caso di ʼdimissione protettaʼ, la quale si pone come processo trasversale e di allineamento dei diversi setting coinvolti nella traiettoria di cura della persona, e ha lo scopo di permettere alla persona di rientrare a domicilio il più precocemente possibile, continuando a ricevere gli interventi socioassistenziali necessari. Obiettivo. Lo scopo dello studio è effettuare una valutazione organizzativa gestionale del processo di dimissione protetta all’interno di due unità operative di area medica, al fine di effettuare una mappatura as is delle attività ‘a valore’ e ‘non a valore’. Metodi. Attraverso una griglia di osservazione, sono state rilevate le attività che costituiscono il processo di pianificazione e gestione delle dimissioni protette, insieme alla rilevazione del tempo-operatore utilizzato per lo svolgimento delle stesse. Successivamente le singole attività sono state inserite in una flow chart che ha permesso di disegnare il processo indentificandone la consequenzialità. Infine, attraverso lo strumento di lean management denominato Makigami, sono state identificate le attività ‘a valore’ e ‘non a valore’. Risultati. Il tempo occupato dal processo di dimissione protetta è mediamente di 4 ore e 25 minuti per paziente, che si distribuiscono all’interno del periodo complessivo di degenza, diminuendo in caso di dimissione a domicilio, con attivazione dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi). Le fasi del processo di dimissione protetta, identificate dalla mappatura as is, includono: valutazione clinica e identificazione del bisogno di dimissione protetta, identificazione del setting e della dimissibilità clinica dell’assistito, segnalazione dell’assistito e transizione dell’assistito ad altro setting di cura. Le attività ‘a valore’ di assistenza diretta, incluse nel processo, assorbono circa 1 ora e 55 minuti di tempo-operatore, mentre quelle di pianificazione della dimissione, ovvero quelle ‘a valore’ di assistenza indiretta, assorbono circa 2 ore e 38 minuti. Il setting di dimissione incide sia sulle attività effettuate che sul tempo-operatore utilizzato, ma anche sulla durata complessiva del ricovero, impattando sull’uso ottimale del posto letto per acuti. L’analisi evidenzia una frammentazione del processo, probabilmente collegata al modello organizzativo attualmente in uso che non prevede la funzione strutturata del discharge planner (Dp) e l’orientamento a sistemi di gestione dei processi clinici e informativi integrati tra l’ospedale e il territorio.
ER  -   
