TY  -  JOUR
AU  -  Montebugnoli, Alessandro
T1  -  Badanti, salute, solitudine: una proposta di integrazione nelle reti di assistenza pubblica
PY  -  2026
Y1  -  2026-04-01
DO  -  10.1706/4709.47233
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  27
IS  -  2
SP  -  33
EP  -  44
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/06/03
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/4709.47233
N2  -  La prima parte dell’articolo richiama brevemente i termini essenziali delle condizioni di non autosufficienza vissute da una parte della popolazione anziana (consistenza quantitativa del fenomeno, sua articolazione per livelli di gravità, distribuzione per generi, classi di età, tipologie familiari), confermando che si tratta di una delle principali emergenze sociali attualmente all’ordine del giorno. Concorrono a questa valutazione sia l’entità dei bisogni già oggi disattesi sia le prospettive di aggravamento dei problemi che devono essere messe in conto per i prossimi decenni.Il quadro così delineato viene quindi utilizzato per sostenere la tesi che i problemi legati alla non autosufficienza delle persone anziane implicano la necessità di ‘uscire dalle righe’ del dibattito corrente. Così è, innanzi tutto, da un punto di vista macroeconomico. Non si tratta soltanto di ragionare nei termini di una massiccia operazione allocativa – si tratta anche di ammettere la necessità, in certo modo controintuitiva, di spostare risorse in direzione di attività la cui produttività è fatalmente destinata a essere costante. Così è a causa del rapporto che tutti i servizi di personal care intrattengono con i processi di innovazione tecnologica, brevemente discusso con particolare riferimento alle prospettive legate ai futuri sviluppi dell’intelligenza artificiale.In secondo luogo, l’articolo mette a tema il fatto che il panorama dei servizi destinati agli anziani non autosufficienti è attualmente dominato dalla figura delle badanti e sostiene la possibilità che le loro prestazioni diventino parte integrante di reti di servizi disegnate e presidiate dalle istituzioni pubbliche. In questo senso, si tratta di immaginare qualcosa di propriamente nuovo – di ‘originale’ – sia rispetto al welfare di stampo scandinavo, sia rispetto al familismo e al privatismo che finora, in materia di non autosufficienza, hanno segnato il welfare italiano. Inoltre, della prospettiva che si propone, vengono messe in evidenza le implicazioni relative alle condizioni di lavoro e di vita delle badanti, la cui figura dovrebbe conoscere un cospicuo upgrading.Da ultimo, l’articolo sottolinea che la magnitudine dei cambiamenti di cui si sostiene la necessità è come compensata dalla possibilità di perseguirli in una logica di tipo sperimentale, come testimoniano molte esperienze realizzate negli ultimi vent’anni.
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