TY  -  JOUR
AU  -  Lavalle, Tiziana
AU  -  Ugolini, Cristina
T1  -  Il costo della non cura: la salute mentale tra priorità occulte e scelte allocative
PY  -  2026
Y1  -  2026-07-01
DO  -  10.1706/4771.47893
JO  -  Politiche Sanitarie
JA  -  Politiche sanitarie
VL  -  27
IS  -  3
SP  -  71
EP  -  79
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1832
Y2  -  2026/09/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1706/4771.47893
N2  -  Il saggio analizza il costo della non cura come dimensione economica, sociale e organizzativa dell’inazione sanitaria, assumendo la salute mentale come caso applicato. La tesi centrale sostiene che la mancata o tardiva presa in carico dei disturbi mentali produca costi che vanno oltre la spesa sanitaria diretta, trasferendosi su famiglie, caregiver, scuola, lavoro, imprese e welfare. Il costo della non cura include quindi non solo perdita di produttività, assenteismo, presenteismo e maggiore ricorso a prestazioni sociali, ma anche sofferenza individuale, perdita di autonomia, riduzione della qualità della vita e degli anni vissuti in buona salute.Il contributo discute le principali evidenze disponibili, chiarendone i limiti metodologici e distinguendo tra letteratura scientifica, rapporti istituzionali e stime commissionate. Nel caso italiano, le stime disponibili indicano una sproporzione tra i costi sociali ed economici attribuiti ai disturbi mentali e le risorse pubbliche destinate ai servizi di salute mentale. Tale sproporzione non riguarda solo l’assistenza, ma anche ricerca e innovazione: gli investimenti in ricerca e sviluppo, le sperimentazioni cliniche e le categorie statistiche utilizzate da istituzioni regolatorie e soggetti industriali tendono a rendere la salute mentale meno visibile rispetto ad altre aree terapeutiche.Il saggio interpreta questa distanza come effetto di una sottoprioritizzazione istituzionale della salute mentale, alimentata da fattori culturali, scientifici, regolatori e industriali. Ne derivano implicazioni per le politiche sanitarie: rendere trasparente il rapporto tra burden di malattia, risorse allocate, copertura dei servizi e priorità di ricerca e utilizzare il costo della non cura come criterio per valutare la coerenza delle scelte allocative.
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