Il costo della non cura: la salute mentale tra priorità occulte e scelte allocative
Tiziana Lavalle, Cristina Ugolini
Riassunto. Il saggio analizza il costo della non cura come dimensione economica, sociale e organizzativa dell’inazione sanitaria, assumendo la salute mentale come caso applicato. La tesi centrale sostiene che la mancata o tardiva presa in carico dei disturbi mentali produca costi che vanno oltre la spesa sanitaria diretta, trasferendosi su famiglie, caregiver, scuola, lavoro, imprese e welfare. Il costo della non cura include quindi non solo perdita di produttività, assenteismo, presenteismo e maggiore ricorso a prestazioni sociali, ma anche sofferenza individuale, perdita di autonomia, riduzione della qualità della vita e degli anni vissuti in buona salute. Il contributo discute le principali evidenze disponibili, chiarendone i limiti metodologici e distinguendo tra letteratura scientifica, rapporti istituzionali e stime commissionate. Nel caso italiano, le stime disponibili indicano una sproporzione tra i costi sociali ed economici attribuiti ai disturbi mentali e le risorse pubbliche destinate ai servizi di salute mentale. Tale sproporzione non riguarda solo l’assistenza, ma anche ricerca e innovazione: gli investimenti in ricerca e sviluppo, le sperimentazioni cliniche e le categorie statistiche utilizzate da istituzioni regolatorie e soggetti industriali tendono a rendere la salute mentale meno visibile rispetto ad altre aree terapeutiche. Il saggio interpreta questa distanza come effetto di una sottoprioritizzazione istituzionale della salute mentale, alimentata da fattori culturali, scientifici, regolatori e industriali. Ne derivano implicazioni per le politiche sanitarie: rendere trasparente il rapporto tra burden di malattia, risorse allocate, copertura dei servizi e priorità di ricerca e utilizzare il costo della non cura come criterio per valutare la coerenza delle scelte allocative.
Parole chiave. Costo della malattia, salute mentale, priorità allocative, disease prestige, ricerca sanitaria.