Appropriatezza diagnostica nei test IgG specifiche alimentari: evidenze e implicazioni per il Servizio sanitario nazionale
Alda Tiziana Scacchetti, Rocco Amendolara, Elisa Boni, Francesco Bortoli, Nicole Peli, Luca Trianda, Tommaso Fasano, Tommaso Trenti, Danilo Villalta, Roberta Berretti
Riassunto. Negli ultimi anni si è assistito a una crescente diffusione dei test per le immunoglobuline G (IgG) specifiche verso alimenti, spesso utilizzati nella pratica clinica come strumenti diagnostici per intolleranze o reazioni avverse alimentari, nonostante l’assenza di evidenze scientifiche a supporto. Il presente lavoro, basato sull’analisi di una coorte italiana, evidenzia la distribuzione degli anticorpi IgG specifiche alimentari nella popolazione generale, confermando come tali marcatori riflettano prevalentemente l’esposizione alimentare piuttosto che condizioni patologiche. Alla luce di questi risultati, emergono rilevanti criticità in termini di appropriatezza diagnostica, con potenziali ricadute negative sia per i pazienti, esposti a diete inutilmente restrittive, sia per il sistema sanitario, in termini di costi evitabili e utilizzo improprio delle risorse. Si rende pertanto necessario promuovere una maggiore consapevolezza tra i professionisti sanitari e implementare strategie di governance volte a limitare l’uso inappropriato di tali test, favorendo pratiche diagnostiche basate su evidenze consolidate.
Parole chiave. IgG specifiche alimentari, inappropriatezza diagnostica, sanità pubblica, sostenibilità del sistema sanitario, governance sanitaria, medicina di laboratorio.