Segnalazioni

In questo numero, la rubrica Segnalazioni si concentra sulla relazione multidirezionale tra fiducia istituzionale, fiducia generalizzata, comportamenti sanitari e outcome di salute. La letteratura più recente evidenzia come la fiducia rappresenti al contempo un determinante e un esito dei sistemi sanitari: da un lato, livelli più elevati di fiducia favoriscono l’adesione alle raccomandazioni, l’utilizzo appropriato dei servizi e comportamenti orientati alla prevenzione; dall’altro, esperienze positive o negative con il sistema sanitario contribuiscono a rafforzare o erodere tale fiducia nel tempo. Questa interazione dinamica assume particolare rilevanza nei contesti di crisi, come la pandemia da covid-19, ma si estende più in generale alla capacità dei sistemi di garantire equità, efficacia e legittimazione sociale.

Do institutions matter for citizens’ health status? Empirical evidence from Italy

Antonelli MA, Marini G

Eur J Health Econ 2025; 26: 95-115

L’articolo analizza il ruolo della qualità delle istituzioni nel determinare lo stato di salute della popolazione nelle regioni italiane. L’obiettivo è verificare empiricamente se istituzioni più efficienti e ben funzionanti contribuiscano a migliori risultati sanitari, tenendo conto anche dei fattori socioeconomici e delle caratteristiche del sistema sanitario.

Per misurare la salute, le autrici costruiscono un indicatore composito innovativo, il Regional health status indicator (Rhsi), che integra tre dimensioni: aspettativa di vita, mortalità e morbilità. Questo indicatore combina dati oggettivi (come i tassi di mortalità) e soggettivi (come la percezione dello stato di salute), offrendo una visione multidimensionale del benessere.

L’analisi utilizza dati panel relativi a 21 territori italiani nel periodo 2011-2019. Le variabili esplicative includono quattro gruppi: condizioni socioeconomiche (reddito, istruzione, disoccupazione), caratteristiche del sistema sanitario (personale e posti letto), variabili di policy (livelli essenziali di assistenza – Lea – e piani di rientro) e qualità delle istituzioni.

Quest’ultima è misurata tramite l’Institutional quality index (Iqi), che considera aspetti come efficacia del governo, stato di diritto e partecipazione civica. I risultati mostrano una forte relazione positiva tra qualità istituzionale e stato di salute: regioni con istituzioni migliori presentano livelli più elevati di Rhsi.

Un risultato rilevante è che, quando le istituzioni funzionano bene e garantiscono servizi sanitari adeguati, l’impatto dei fattori socioeconomici diminuisce. Ciò suggerisce che istituzioni efficienti possono attenuare le disuguaglianze sociali nella salute. Questo è evidente anche nel divario territoriale italiano, con il Nord caratterizzato da migliori performance rispetto al Sud.

Infine, anche le risorse sanitarie e il rispetto dei Lea risultano positivamente associati allo stato di salute. In conclusione, lo studio evidenzia che la qualità delle istituzioni è un determinante fondamentale della salute pubblica e che il miglioramento della governance può contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali.

Social and mental health pathways to institutional trust: a cohort study

Paquin V, Miconi D, Aversa S et al.

Soc Sci Med 2025; 379: 118199

L’articolo analizza i fattori sociali e di salute mentale che influenzano la fiducia nelle istituzioni lungo il corso della vita, dalla prima infanzia all’età adulta. L’obiettivo è comprendere come disuguaglianze strutturali, relazioni interpersonali e problemi di salute mentale contribuiscano allo sviluppo della fiducia istituzionale.

Lo studio utilizza dati longitudinali della coorte canadese Québec longitudinal study of child development, seguendo 1.347 individui dalla nascita fino ai 23 anni. La fiducia nelle istituzioni viene misurata tramite un questionario su 13 istituzioni (governo, sistema sanitario, media, ecc.), mentre i fattori esplicativi includono variabili sociali e psicologiche rilevate in diverse fasi della vita.

I risultati mostrano che diversi fattori precoci sono associati a minori livelli di fiducia: basso reddito familiare, appartenenza a minoranze etniche e problemi di salute mentale dei genitori. Durante l’adolescenza, esperienze negative come bullismo, difficoltà scolastiche e problemi emotivi o comportamentali riducono ulteriormente la fiducia nelle istituzioni. In età adulta, la fiducia risulta fortemente influenzata dallo stato psicologico: stress percepito, esperienze di tipo psicotico, ideazione suicidaria e ricorso a servizi di salute mentale sono associati a livelli più bassi di fiducia. Al contrario, la connessione sociale (relazioni, supporto e senso di appartenenza) è un fattore protettivo e aumenta la fiducia istituzionale. Le analisi dei percorsi causali evidenziano che alcune variabili, in particolare le esperienze di tipo psicotico e la connessione sociale, rappresentano determinanti prossimi della fiducia. Inoltre, emerge una relazione bidirezionale tra fiducia e benessere mentale: la sfiducia può aumentare lo stress, mentre i problemi psicologici possono alimentare la sfiducia.

In conclusione, lo studio evidenzia che la fiducia nelle istituzioni è il risultato di processi complessi e dinamici che coinvolgono fattori sociali e psicologici lungo tutto il corso della vita. Interventi volti a ridurre le disuguaglianze e a promuovere la connessione sociale possono contribuire a rafforzare la fiducia istituzionale e il benessere complessivo.

The role of institutional trust in European healthcare evaluations. A comparison of absolute and relative healthcare attitudes during the covid-19 pandemic

Moolla I, Kouvo A

Social Policy & Administration 2026; 60: 491-505

L’articolo analizza il ruolo della fiducia verso le istituzioni nella formazione delle valutazioni dei sistemi sanitari europei durante la pandemia da covid-19. L’obiettivo è comprendere come la fiducia colleghi le percezioni individuali sulla sanità con il contesto istituzionale e con i rischi e le risorse socioeconomiche degli individui.

Lo studio utilizza i dati della European social survey (circa 38.000 individui in 27 paesi) e applica modelli lineari multilivello. Un elemento innovativo è la distinzione tra atteggiamenti assoluti, cioè la valutazione diretta del sistema sanitario nazionale, e atteggiamenti relativi, che confrontano la sanità con altre istituzioni pubbliche come governo ed economia. Questa distinzione consente di cogliere meglio l’influenza del contesto culturale e istituzionale sulle opinioni dei cittadini.

I risultati evidenziano che la fiducia istituzionale rappresenta un fattore centrale. Una maggiore fiducia nelle istituzioni imparziali e negli scienziati è associata a valutazioni più positive della sanità. La fiducia nelle istituzioni politiche mostra invece un effetto più complesso: se da un lato aumenta la soddisfazione assoluta, dall’altro tende a ridurre quella relativa, suggerendo che nei contesti con alta fiducia politica la sanità venga giudicata più criticamente rispetto ad altri ambiti istituzionali.

Anche il contesto nazionale incide in modo significativo. Una maggiore spesa sociale è associata a valutazioni più positive del sistema sanitario, mentre un elevato ricorso ai pagamenti diretti da parte dei cittadini riduce la soddisfazione. Le differenze tra paesi europei risultano attenuate quando si considerano tali fattori istituzionali e finanziari.

A livello individuale, condizioni socioeconomiche e stato di salute influenzano le valutazioni: i soggetti più vulnerabili tendono a esprimere giudizi più negativi. Inoltre, la percezione della gestione della pandemia ha avuto un ruolo rilevante, poiché valutazioni positive della risposta al covid-19 si associano a maggiore soddisfazione verso il sistema sanitario.

In conclusione, lo studio dimostra che la fiducia istituzionale è un meccanismo chiave per comprendere come si formino le opinioni sulla sanità, contribuendo alla legittimazione dei sistemi sanitari europei.

The role of health and health systems in shaping political engagement and rebuilding trust in democratic institutions

Menon A, Kavanagh NM, Falkenbach M, Wismar M, Greer SL

Lancet Reg Health Eur 2025; 53: 101326

L’articolo analizza il legame tra salute, sistemi sanitari e fiducia nelle istituzioni democratiche, evidenziando come il deterioramento della salute individuale e collettiva possa contribuire alla crisi della democrazia. Gli autori mostrano che quando le persone sperimentano un peggioramento del proprio stato di salute o incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, tendono a percepire un fallimento delle istituzioni pubbliche incaricate di garantire il benessere. Questo porta a una riduzione della fiducia nel sistema sanitario e, più in generale, nelle istituzioni politiche.

Lo studio evidenzia che la salute influisce direttamente sulla partecipazione politica. Le persone in cattive condizioni di salute partecipano meno al voto, anche per ragioni pratiche come la ridotta mobilità, ma anche per un senso di disillusione e sfiducia. Tra coloro che continuano a partecipare, si osserva una maggiore propensione a sostenere movimenti anti-establishment o partiti populisti, spesso percepiti come strumenti di cambiamento radicale.

Gli autori descrivono un meccanismo circolare: il peggioramento della salute alimenta la sfiducia e il sostegno a forze politiche che, una volta al potere, tendono a indebolire le politiche sanitarie e le tutele pubbliche, aggravando ulteriormente le condizioni di salute della popolazione. Questo “circolo vizioso” rafforza il legame tra disagio sanitario e instabilità politica.

L’articolo sottolinea anche il ruolo delle esperienze individuali con il sistema sanitario. Interazioni negative, discriminazione o difficoltà di accesso contribuiscono a erodere la fiducia non solo nel sistema sanitario, ma anche nel governo e nelle istituzioni democratiche. Al contrario, relazioni positive con i professionisti sanitari possono rappresentare un punto di partenza per ricostruire tale fiducia.

In conclusione gli autori sostengono che il miglioramento della salute pubblica e della qualità dei servizi sanitari può avere effetti positivi anche sul funzionamento della democrazia. Politiche inclusive, accessibili e rispettose della dignità delle persone possono contribuire a rafforzare la fiducia istituzionale e la partecipazione civica.

Why do people trust (or mistrust) health organizations? A systematic review

Pelizzari N, Visconti M, Gelatti U

Int J Equity Health 2026; 25: 114

L’articolo presenta una revisione sistematica sul ruolo della fiducia e della sfiducia nelle organizzazioni sanitarie, analizzando oltre vent’anni di letteratura internazionale. L’obiettivo è chiarire come questi concetti siano definiti, misurati e influenzati, oltre a individuare le principali strategie per rafforzare la fiducia nei sistemi sanitari.

La fiducia è descritta come un elemento fondamentale per il funzionamento dei sistemi sanitari, in quanto favorisce la cooperazione, l’adesione alle cure e la partecipazione alle politiche di salute pubblica. Essa si basa su aspettative di competenza, integrità, equità e trasparenza delle istituzioni. Al contrario, la sfiducia non viene interpretata semplicemente come assenza di fiducia, ma come un fenomeno autonomo, radicato in esperienze storiche, sociali e strutturali di disuguaglianza e discriminazione.

L’analisi evidenzia che i determinanti della fiducia operano su tre livelli interconnessi. A livello individuale, fattori come età, istruzione, esperienze pregresse e appartenenza a gruppi marginalizzati influenzano significativamente la fiducia. A livello organizzativo, elementi come qualità dei servizi, competenza professionale, comunicazione trasparente e equità nella distribuzione delle cure risultano centrali. Infine, a livello sistemico, la qualità della governance, la presenza di corruzione e il contesto sociopolitico incidono profondamente sulla percezione delle istituzioni.

Dal punto di vista metodologico, lo studio rileva una forte eterogeneità nelle modalità di misurazione della fiducia, con pochi strumenti validati e una prevalenza di ricerche condotte in paesi ad alto reddito. Questo limita la comparabilità dei risultati e la generalizzazione a contesti diversi.

Per quanto riguarda gli interventi, le evidenze mostrano che le strategie più efficaci includono il coinvolgimento delle comunità, il miglioramento della trasparenza e della comunicazione, e riforme della governance orientate all’equità. Tuttavia, molti studi riportano effetti di breve periodo e mancano valutazioni di impatto a lungo termine.

In conclusione, la fiducia emerge come un determinante cruciale delle performance dei sistemi sanitari e della loro legittimità. Rafforzarla richiede interventi strutturali che affrontino le disuguaglianze, migliorino la governance e promuovano relazioni più trasparenti e partecipative tra istituzioni e cittadini.

The importance of generalized trust for mortality and economic activity during the covid-19 pandemic in Europe

Albæk K

J Public Health (Berl.) 2025. https://doi.org/10.1007/s10389-025-02413-4

L’articolo analizza il ruolo avuto dalla fiducia generalizzata nel determinare sia la mortalità per covid-19 sia l’andamento dell’attività economica nei paesi europei durante la fase iniziale della pandemia. L’obiettivo è comprendere attraverso quali meccanismi la fiducia sociale influenzi gli esiti sanitari ed economici.

Lo studio utilizza dati relativi a 42 paesi europei fino ad aprile 2021 e propone un modello in cui la fiducia agisce su due canali principali. Il primo è indiretto e passa attraverso il reddito pro capite: nei paesi con livelli più elevati di fiducia si osservano generalmente economie più sviluppate, sistemi sanitari più efficienti, migliori condizioni abitative e uno stato di salute medio più elevato, tutti fattori che contribuiscono a ridurre la mortalità. Il secondo canale riguarda il comportamento individuale e collettivo, definito come compliance: in contesti ad alta fiducia, le persone sono più propense a seguire le raccomandazioni delle autorità e degli esperti, riducendo così la diffusione del virus.

I risultati empirici evidenziano una forte relazione negativa tra fiducia e mortalità. In particolare, un incremento della fiducia pari a una deviazione standard è associato a una riduzione del tasso di mortalità da covid-19 pari al 43%. I paesi con livelli più elevati di fiducia presentano sistematicamente un numero inferiore di decessi per milione di abitanti.

L’analisi mostra inoltre che il principale meccanismo attraverso cui la fiducia incide sulla mortalità è la compliance, che spiega tra il 60% e il 90% dell’effetto totale, mentre il resto è attribuibile al canale economico e strutturale legato al reddito.

Infine, lo studio evidenzia un impatto significativo anche sull’economia: livelli più elevati di mortalità sono associati a una contrazione del Pil; in media, 1.000 decessi in più per milione di abitanti comportano una riduzione del Pil del 4,4%.

In conclusione, la fiducia sociale emerge come un determinante cruciale sia per contenere la mortalità durante le pandemie sia per limitarne i costi economici, principalmente attraverso la capacità di favorire comportamenti cooperativi e conformi alle raccomandazioni pubbliche.

A cura di Silvia Coretti